Combinando suoni acustici ed elettronici, la musica di Matteo si colloca all’interno del dialogo tra uomo e macchina, tra naturale e artificiale.
Matteo parte da suoni registrati direttamente sul posto, nei luoghi in cui si terranno le sue performance; li elabora digitalmente fino a trasformarli in memoria, in sapore di ciò che ci circonda; li modifica per stimolare i ricordi di chi in quei luoghi ci vive e, infine, invita ad ascoltare il quotidiano attraverso una luce nuova, ora riplasmato.
Partendo dal mondo naturale, le performance di Matteo utilizzano la tecnologia per accompagnare l’ascoltatore in uno spazio nuovo, invitano a percorrerlo e a riconsiderarne suoni e sensazioni, che reatsano a connotare i posti anche a performance conclusa, al ritorno della quotidianità.

